Il livello di registrazione

Che sia per una semplice demo o per godersi la nuova propria creazione, il livello di registrazione non va mai sottovalutato. Si perché, se non si tiene conto di questo importante fattore, potremmo avere diversi effetti collaterali indesiderati. Vediamo quindi cosa comporta tenere un livello di registrazione troppo alto o troppo basso.

Il livello di registrazione

Cosa succede con un livello di registrazione errato?

  • Se il livello di registrazione è troppo basso:
    • siamo costretti ad alzare il volume di ascolto e a volte potrebbe essere insufficiente per godersi la performance;
    • il segnale “buono” è troppo vicino al segnale “cattivo”, cioè tutto il rumore di fondo. Questo deriva dal supporto di registrazione, ma anche dall’eventuale preamplificatore e per ultimo – ma non ultimo – dal microfono, specie se uno di questi (o tutti e tre) non sono di qualità.

Il livello di registrazione - un livello troppo basso
Un livello troppo basso in registrazione aggiunge al suono il rumore di fondo

  • Se il livello di registrazione è troppo alto:
    • il risultato è distorto, perché abbiamo superato la capacità del supporto digitale o analogico di catturare tutta la dinamica (la differenza tra il piano e il forte), saturandolo. Questo non è affatto piacevole alle nostre e alle altrui orecchie;
    • abbiamo un certa perdita di intelligibilità rispetto a quel che abbiamo registrato e non saremo in grado di capire né le parole, né tanto meno la melodia.

Il livello di registrazione - un livello troppo alto
Un livello troppo alto in registrazione causa distorsioni

In entrambi i casi, una registrazione affetta da questi problemi non vi fa fare una bella figura, perché denoterebbe una scarsa capacità di ascolto e una certa superficialità. Che ne dite? Direi che non è il massimo come biglietto da visita per un musicista. Vediamo quindi come potersi regolare senza impazzire troppo dietro ai numeri.

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Impostare il livello di registrazione corretto

Questi consigli valgono per qualsiasi DAW (Digital Audio Workstation), anche se le immagini fanno riferimento a Cubase della Steinberg, un software molto famoso ed elaborato per registrare ed editare audio anche a livello professionale. Quindi non importa se usate Reaper, Fruity Loops, Logic, Pro Tools, Studio One, Reason, ecc. Il concetto è valido sempre.

Capire i numeri e non pensarci più

In ambiente digitale, l’unità di misura per monitorare i livelli di registrazione e di riproduzione è il dBFS (decibel Full Scale) e indica come suo massimo lo zero (0 dB FS) e il suo minimo il meno infinito (-∞ dBFS). Da qui si capisce facilmente come qualsiasi sorgente sonora che superi 0 dBFS verrà registrato mandando in “clip” i convertitori A/D (Analogico -> Digitale) della nostra scheda audio. Questo produrrà un suono con una distorsione digitale particolarmente sgradevole.

-18: il numero per registrare in sicurezza

Come regolarsi, quindi? Il segreto, come al solito, sta nel mezzo: teniamo come punto di riferimento il valore di -18 dBFS, valore attorno al quale la nostra sorgente sonora dovrà avere il suo valore medio. In questo modo siamo sicuri di rimanere al riparo dalla possibilità di “clippare” nei punti dinamicamente più forti, ma siamo amche sufficientemente lontani dal “noise floor” nei punti in cui il suono è meno intenso. Ovviamente è inutile stare lì a spaccare il capello in quattro, l’importante è tenersi più o meno su questo valore per la maggior parte del tempo.


Il livello di registrazione - il valore corretto
Una corretta impostazione del guadagno in ingresso garantisce un’ottimale registrazione

Livello di registrazione e volume di ascolto: l’errore comune

Un classico errore è quello di alzare il gain in ingresso della scheda audio solo perché c’è la necessità di avere un volume maggiore nelle nostre cuffie, compromettendo così la registrazione. In realtà dovremmo poter avere la possibilità di regolare il guadagno in ingresso (generalmente tramite la manopola posta vicino all’ingresso microfonico o di linea della scheda audio) e regolare poi il volume in ascolto in maniera indipendente. Molte schede audio offrono questa possibilità anche via software, ma nel caso in cui la vostra non disponga di questa opzione, sarebbe utile munirsi di un amplificatore per cuffie.

Amplificatore per cuffie: la soluzione definitiva

Un amplificatore per cuffie offre la possibilità di regolare l’ascolto in cuffia in modo indipendente, creando una situazione di ascolto ottimale in cui poter cantare o suonare in modo confortevole, mantenendo così inalterato il volume in registrazione. Ne esistono anche di molto economici come il Behringer HA400 o il Mackie HM4, che offrono anche la possibilità di collegare quattro cuffie contemporaneamente. Questi amplificatori vanno semplicemente collegati all’uscita per cuffia disponibile sulla scheda audio.

Amplificatore per cuffie
L’amplificatore per cuffie Behringer HA400

Quel minuto in più che fa la differenza

Ok, ora sapete quanto è importante spendere un minuto in più per regolare il livello di registrazione e al tempo stesso come avere un ascolto ottimale in cuffia. Se avete anche letto l’articolo sulla registrazione casalinga, adesso avete tutti gli strumenti per preparare la vostra demo (chitarra e voce, piano e voce, quello-che-volete e voce) e inviarcela per far diventare la vostra canzone il prodotto professionale che merita.

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