Microfono per la voce: come sceglierlo

Microfono per la voce: come sceglierlo

Scegliere il microfono giusto per la voce non è così immediato come può sembrare. La scelta tra il tipo, la marca e le innumerevoli proposte presenti sul mercato possono disorientare facilmente. E allora, da dove partire? Ma dall’inizio, naturalmente! Cerchiamo di vederci chiaro e capire una volta per tutte quali categorie principali di microfono esistono e quando bisogna scegliere l’una o l’altra.

Microfono a condensatore o microfono dinamico?

La prima grande distinzione è quella che vede protagoniste due tecnologie. Entrambe servono a trasformare le vibrazioni sonore in segnale elettrico, ma funzionano in modo diverso. Vediamo quali sono e come funzionano:

  • Microfono a condensatore
    • Il microfono a condensatore possiede un tipo di architettura che sfrutta l’effetto di “variazione capacitiva“. In pratica, questo microfono ha al suo interno una capsula: questa è composta da due lamine che vengono sollecitate dalle variazioni di pressione che il suono provoca. Insomma, tu canti e loro vibrano, facendo quindi variare la distanza tra le due lamine. Questa variazione di distanza è la tua voce che si trasforma in segnale elettrico.
  • Microfono dinamico
    • Sai come funziona un altoparlante? Immagina una membrana che si muove, creando le vibrazioni nell’aria che noi interpretiamo come suono. Ecco, il microfono dinamico funziona al contrario: la membrana che costituisce la capsula interna, anziché trasmettere il suono, lo cattura, con il procedimento inverso all’altoparlante: il movimento della membrana – causato dalla vibrazione sonora – fa mutare il campo magnetico presente in un magnete. Questa variazione viene interpretata come un messaggio elettrico. Ed ecco di nuovo la tua voce trasformata in pura e semplice elettricità. Elettrizzante, no?

Tutto qui?

In realtà, esistono altre categorie (microfoni a nastro, piezoelettrico, a carbone, ecc.). Come pure esistono distinzioni in base al tipo di capsula (a diaframma stretto o largo) o al tipo di circuitazione (valvolare o a stato solido). Altra storia ancora quando si prende in considerazione anche la figura polare (cardioide, supercardioide, omnidirezionale, a figura 8, ecc.). Per questo articolo, però, cercherò di essere più pratico possibile e arrivare al sodo. Insomma, quale microfono bisogna scegliere? Un attimo di pazienza. Ora che abbiamo fatto questa prima grande distinzione, vediamo perché è importante conoscerli tutti e due. In che modo, poi, sfruttare le peculiarità dell’uno o dell’altro in base alle proprie necessità, è il passo successivo.

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Microfono a condensatore per la voce

Generalmente, quando si pensa ad un microfono adatto alla voce, un microfono a condensatore con diaframma largo è di sicuro la prima scelta. Questo tipo di microfono garantisce una risposta in frequenza favorevole per questo tipo di applicazione. Un neo? Soffre dell’effetto prossimità (aumento accentuato di bassi e alti quando la sorgente è troppo vicina) e cambia il timbro in modo evidente se, quando si canta, ci si muove troppo. In questo caso avremo un risultato disomogeneo e difficile da trattare conseguentemente in mix. Se però si ha una certa disciplina, cantando alla giusta distanza, è sicuramente il microfono giusto. Bisogna tenere in considerazione due cose, quando si sceglie questa tipologia di microfoni:

  1. Necessita di alimentazione esterna. Molte schede audio hanno la possibilità di alimentare questi microfoni attivando lo switch che porta l’etichetta “Phantom Power” oppure semplicemente “48V“. Se la vostra scheda audio o il mixer non possiedono questa caratteristica, esistono in commercio alimentatori Phantom esterni.
  2. Il microfono a condensatore a diaframma largo è molto sensibile all’ambiente che lo circonda. Questa cosa non va sottovalutata, anzi, si tratta dell’elemento più importante per la riuscita della tua registrazione. Ne abbiamo già parlato nell’articolo “Registrare la voce a casa in modo efficace“. Se non lo hai ancora letto, ti consiglio di farlo.
Microfono per la voce come sceglierlo - AKG C3000B
Presente nel mercato dal 1999, l‘AKG C3000B è stato un condensatore entry level molto usato in home studio. Ora, non più in produzione, ha lasciato il passo a microfoni più giovani, ma altrettanto economici.

Se questi due fattori rappresentano per te dei problemi insormontabili, non resta che optare per la seconda scelta: il microfono dinamico.

Microfono dinamico per registrare la voce?

Partiamo subito col dire che con un dinamico, nella maggior parte dei casi, stai sacrificando parte di quel dettaglio che offriva un condensatore. Ma forse, potrebbe anche essere la tua soluzione migliore. Quando nella tua stanza non riesci a controllare le riflessioni acustiche che rovinano la registrazione, un dinamico ti viene in soccorso, isolando molto l’ambiente rispetto alla sorgente sonora. In questo modo la tua voce risulterà più pulita e meno “contaminata”. Questo è un vantaggio notevole quando ti troverai a dover “lavorare” la tua voce con effetti e processamenti vari all’interno del mix. Ti potrà tornare utile anche nel caso avessi realizzato l’arrangiamento del tuo brano con noi e ci dovessi inviare la tua traccia vocale (a proposito, lo sai che se acquisti un arrangiamento da noi, l’editing, il mix e il mastering è compreso? Butta un occhio qui).

Microfono per la voce come sceglierlo - Shure Beta 58A
Un microfono dinamico come lo Shure Beta 58A, anche se progettato per i live, può tornare altrettanto utile in home studio.

Ok, quindi? Condensatore o dinamico?

Ormai è chiaro che non c’è un vincitore assoluto. Ogni situazione ha lo strumento giusto. Per aiutarti nella scelta, ti consiglio di ragionare per sottrazione: la prima scelta – per come la vedo io – è un microfono a condensatore. Se però hai problemi ad alimentarlo oppure hai troppi rientri della tua stanza che rovinano le tue sessioni di registrazione, allora passa con serenità ad un buon dinamico. In un caso o nell’altro, devi sempre ricordarti che è solamente il secondo anello della catena. Il primo anello? La tua voce! Ecco, quella si, che fa davvero la differenza.

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